ECONOMIA E SOCIET A
NELLA RUSSIA DI OGGI

JURIY AFANASIEV

 

 

MondOpera #2
Mazo-Aprile 2003

La struttura sociale della societa russa poggia su una situazione deprimente:
il 5% delia popolazione, che gestisce i flussi finanziari e delle materie prime,
non conosce difficolta materiali; un altro 15-20% e costituito dalla "classe media", in un modo o nell'altro legata al "mutante" socio-economico che si e costituito, e di cui rappresenta il principale alleato e sostegno sociale.
I rappresentanti di questa classe media non sono ingegneri, medici o insegnanti,
ne professori, imprenditori, operai qualificati o imprenditori agricoli; sono invece soprattutto lavoratori del settore dei servizi e del divertirnento.
Il restante 70-75% delia popolazione e costituito dai "nuovi" e "vecchi" poveri,
che vivono non al di sopra di un livello da riproduzione di forza lavoro, fenomeno testimoniato eloquentemente dalla situazione demografica in Russia

Notazione preliminare: lungi dall'essere condivisa da tutti, la mia posizione puo contare tuttavia in Russia su alcuni sostenitori, tra cui talune forze politiche. In particolare, non sara difficile rintracciare numerose corrispondenze tra le mie valutazioni e quanto sostiene G. Javlinskij, leader di "Jabloko" ("La mela"), partito al quale non sono iscritto, le cui posizioni mi trovano pero idealmente affine.
Per la seconda volta negli ultimi cento anni la Russia rappresenta l'anello debole nella catena degli equilibri mondiali, circostanza che ci obbliga, in quanto russi, ad analizzare noi stessi con grande attenzione. Non solo per un ragjonevole egoismo, ma perche altrimenti non sarebbe possibile comprendere alcuni odierni orientamenti internazionali, che abbiamo avuto la ventura di sperimentare in Russia prima che altrove, proprio corne accadeva all'inizio del XX secolo. Nel 1917 erano pochi a rendersi conto che la Russia non fosse affatto pronta a fungere
da avanguardia mondiale, e questa svista e costata cara sia alla Russia che all'umanita intera. Cosi adesso, nella nostra condizione di discutibile ritorno all'economia di mercato (recentemente l'Unione Europea ha riconosciuto all'economia russa lo status di economia di mercato), per evitare che si riproduca una situazione altrettanto pericolosa, forse anche piu pericolosa di allora, ci si rende necessario un profonde ripensamento, consapevoli che oggi in Russia, davanti agli occhi del mondo, si stia affermando una sorta di mostro economico.

Decenni di organizzazione comunista, uniti agit ultimi dieci anni (dal punto di vista economico e necessario considerare questo intervallo di quasi novant'anni di storia come un periode unico), hanno generato un mutante socio-economico che non conosce analoghi nella pratica mondiale, e che in ragione di questa unicita non cede a una rigida definizione accademica, a causa della poverta del lessico socio-economico tradizionale.
L'economia russa di oggi e un'economia mista, termine che non va pero inteso come comunemente lo intende la teoria economica. Si tratta di un sistema in cui mista e la stessa logica del comportamento economico: e capitalisme ma non del tutto, e in qualche misura non lo e affatto. Senza dubbio, non e una democrazia di diritto, ma al tempo stesso non e anarchia, ne assoluto predominio della mafia. E una situazione socio-economica in cui c'e tutto: il diritto, la consuetudine, l'arbitrio e la criminalita. E una societa in cui si vive secondo criteri che non e possibile ricondurre a un sistema di diritto preciso o logico.
Alla base del nostro "mutante" socio-economico si e posto il connubio tra proprieta e Stato, fenomeno gia tradizionalmente russo e conservatosi anche in epoca sovietica, cui in epoca post-sovietica si e venuta affiancando una criminalita diffusa. Ma il tratto distintivo degli ultimissimi anni rimane la militarizzazione della classe dirigente.
Durante la presidenza di Eltzin le "strutture di forza" (i capi militari, i vertici dei servizi segreti e degli organi di tutela della legge a diversi livelli) prendevano parte all'attivita economica e finanziaria in quanto rappresentanti dello Stato. Partecipavano direttamente alla distribuzione della proprieta e del capitale, sfruttando la "copertura" garantitagli dalla posizione politica. Di norma non intervenivano pero apertamente, da protagonisti, bensi agivano "nell'ombra".
Negli ultimi tre anni la situazione e cambiata: le "strutture di forza" hanno assunto apertamente ruoli di potere a tutti i livelli. Dirigono banche, prendono parte personalmente alla redistribuzione della proprieta, sono a capo di organizzazioni criminali. La classe dirigente ha rinnovato al 70% i propri vertici grazie a militari, rappresentanti dei servizi segreti e delle forze dell'ordine.

Una siffatta simbiosi tra strutture di potere, burocrati corrotti e ambigui uomini d'affari ha determinato lo sfruttamento parassitario di una parte consistente delle risorse nazionali. Il budget del Paese rimane pericolosamente dipendente dalla situazione finanziaria di un paio di decine di grosse imprese nei settori delle materie prime e delle infrastrutture, che sfruttano le risorse naturali del Paese per interessi corporativi e personali, e in pratica riescono a sfuggire a qualunque tipo di controllo sociale.
Nell'analizzare un nuovo sistema di questo genere e necessario limitarsi a elencarne i segni distintivi piu importanti, senza tentare definizioni rigide, e su questa base trarre delle conseguenze, che non sempre appariranno del tutto convincenti.
La presente analisi e complicata dal fatto che gli ultimi anni sono stati relativamente positivi per l'economia russa. Dopo otto anni di calo costante (1991-1998), gli indicatori ufficiali della produttivita hanno registrato un aumento significativo. Gia da due anni le esportazioni superano i cento miliardi di dollari, assicurando un forte saldo in attivo della bilancia commerciale e della bilancia dei pagamenti.
Il miglioramento degli indicatori economici e spiegato normalmente da economisti e politici con la svalutazione del rublo e il rincaro di quasi tre volte del prezzo del petrolio sui mercati mondiali. Questo e vero in linea di principio, molti pero sostengono che la stessa economia russa abbia registrato positivi cambiamenti al suo interno.
Sono tuttavia proprio questi dati positivi a dimostrare, ancora piu degli insuccessi precedenti, la limitatezza di un simile sistema, la sua impossibilita di superare i propri problemi e accorciare le distanze rispetto ai paesi altamente e mediamente sviluppati.

Itassi di crescita ufficiali, tenendo conto del livello di partenza, rimangono molto contenuti, nonche basati su fattori fragili e instabili. La crescita dichiarata non corregge in alcun modo la deformazione evidente e pericolosa dell'economia nel settore delle materie prime.
Questo settore assorbe quasi l'80% degli investimenti di capitali, controlla direttamente o indirettamente una parte sempre piu significativa dei flussi finanziari complessivi in Russia, garantisce gli introiti di valuta straniera, rna rimane per intero nelle mani di alcunc potenti corporazioni.
Le risorse del sottosuolo risultano essere di fatto proprieta privata di pochi. Il capitale privato di ciascuno degli "oligarchi" russi, che si sono impossessati negli ultimi due o tre anni delle piu importanti industrie e delle materie prime, si misura nell'ordine di molti miliardi di dollari, fatto senza precedenti nella pratica socio-econornica mondiale. I profitti annuali che poche decine di "oligarchi" ricavano dallo sfrut-tamento delle risorse naturali, apparentemente innalzano il bilancio du tutto il Paese, in realta escono dai loro conti per confluire in banche straniere.
Una crescita economica di questo tipo non ha certamente risolto il problema dell'occupazione in Russia. Gli indicatori relativamente bassi delia disoccupazione non devono in akun modo trarre in inganno: il sistema di fatto condanna non meno della meta dei russi di oggi a un'esistenza estremamente precaria, in condizioni di perenne disoccupazione e di nutrizione da medioevo. Chi lavora e impiegato prevalentemente nella sfera dei servizi, settore che non richiede alcuna particolare qualifica, ma con salari di conseguenza molto bassi e privo di alcun tipo di tutela sociale.
I profitti si distribuiscono in modo assolutamente disomogeneo. La popolazione che vive in assoluta poverta, ovvero che non riesce a soddisfare neanche i bisogni primari, rappresenta il 30%.
La struttura sociale delia societa russa riflette questa situazione: il 5% della popolazione, che gestisce i flussi finanziari e delle materie prime, non conosce difficolta materiali; un altro 15-20% e costituito dalla nostra "classe rnedia", in un modo o nell'altro legata al mutante socio-economico che si e costituito, e di cui rappresenta il principale alleato e sostegno sociale. I rappresentanti di questa classe media non sono ingegneri, medici o insegnanti, ne professori, imprenditori, operai qualificati o imprenditori agricoli, sono invece soprattutto lavoratori del settore dei servizi e del divertimento. il restante 70-75% della popolazione e costituito dai "nuovi" e "vecchi" poveri, che vivono non al di sopra di un livello da riproduzione di forza lavoro, fenomeno testimoniato eloquentemente dalla situazione demografica in Russia.

Vittime del "risanamento" delle finanze russe sono state l'istruzione e la scienza. Negli ultimi 8-9 anni la spesa per l'istruzione e diminuita del 55%, col risultato di un crollo della qualita dell'istruzione stessa, e l'emigrazione di non meno di un milione di persone istruite.
Da quanto detto e possibile constatare che la situazione russa attuale non si sta evolvendo in senso positivo verso una direzione stabilita, corne puo essere il passaggio da un'economia amministrativa, tipica di un sistema totalitario, verso un'economia di mercato propria di una rnodema societa di drritto. Si tratta piuttosto di una bizzarra e rischiosa mescolanza che si esplica sui livelli piu diversi, per cui istituti moderni, caratteristici di una economia di mercato e di una democrazia di diritto, convivono accanto a reti di relazioni tradizionali, precedenti alla democrazia e al mercato, civili c criminali. La loro dinamica generale e dominata da una tendenza che appare piu "brow-niana", che non volta al ristabilimento di un ordine. Purtroppo, non ci sono basi fondate per escludere che una simile prospettiva comporti un mutamento di male in peggio.

Eallora paradossale che con tutto il suo eclettismo, la sua astrattezza e l'evidente mancanza di logica, questo sistema-mutante, al pari dell'ex-sisterna sovietico, possieda una sua stabilita intrinseca. E capace non solo di autoriprodursi, ma anche di svilupparsi, come testimoniano i relativi successi degli ultimi tre anni. Il sistema appare abbastanza sicuro, essendosi costituito uno strato significative di potenti personaggi che in un modo o nell'altro riescono a trarre da questo sistema un vantaggio personale non trascurabile. Un importante fattore a garanzia di questa stabilita risiede nel fatto che in pratica tutta l'elite della Russia di oggi e legata a questo sistema e non puo pensare di modificarlo senza danneggiare se stessa, direttamente o indirettamente.

Tutta la politica del potere attuale, pur presentandosi in una forma statale del tutto legale, in sostanza si risolve per intero in una lotta tra clan e all'interno di essi; allo stesso modo, gli organi centrali c regionali del potere elaborano e realizzano scenari "politecnologici" per influenzare la popolazionc all'unico scopo di conservare e perpetuare la propria situazione economica e la riproduzione di se stessi nel potere.
Con il nuovo Presidente, come gia accadeva con Eltzin, il potere non puo affidarsi in questa lotta ad una propria egemonia, che sostanzialmente non esiste, ma si limita a sfruttare il contrasto di piccoli gruppi. Il tentativo di riprendere il controllo dei flussi finanziari, nel corso di una campagna "anti-oligarchica", si e risolto in sostanza in un'azione penale nei confronti di magnati delle comunicazioni politic amente scomodi. E una politica che non introduce riforme strategiche in materia di tasse, esercito, alloggi, pensioni, monopoli, giustizia ecc.; si tratta di riforme che "non vanno"...
Le prospettive di sviluppo appaiono minacciose. Se non si abbandona questo terreno calamitoso e non si segue rigidamente la logica di tendenze che si sono gia delineate, si deve riconoscere che il sistema economico che si e costituito consente un livello dl vita accettabile a non piu di un quarto della popolazione. Questo 25% della popolazione sara la garanzia della stabilita socio-politica del sistema. Per quanto riguarda gli altri, l'"economia di mercato" (nonostante il recente riconoscimento da parte dell'Unione Europea) non potra fare nulla, e questi finiranno per costituire l'elemento distruttivo del sistema: essendo loro la schiacciante maggioranza, il risultato sara un grave degrade sociale, In siffatte condizioni, indipendentemente dagli orientamenti soggettivi di chicchessia, una simile configurazione del potere e della societa non puo che condurre all'instaurarsi di un regime poliziesco, basato sulla forza e sulla disinformazione.

Propriamente, tutto cio e gia davanti ai nostri occhi; basti pensare al senso delle ultime dichiarazioni di Putin sulla Cecenia e considerare ancora una volta il monopolio crescente dello stato sull'informazione.
Di quale utilita per gli altri paesi puo essere l'esperienza dello strutturarsi di un simile ordine sociale in Russia? Cattivi riformatori intorno a Eltzin hanno imparato a memoria le belle parole "sacra e inviolabile proprieta privata", conducendo la privatizzazione in fretta e furia e non senza interessi egoistici, con il contributo delle deniocrazie occidentali e l'immediata partecipazione del capitale occidentale. Un manipolo di magnati ha privatizzato gran parte delle grandi industrie, nonche quasi tutte le risorse naturali, ponendo le basi del mutante socio-economico di cui si parla. Questi avevano allora "dimenticato", e ora con Putin non possono piu permettersi di ripensare che la proprieta privata, se dal punto di vista qualitativo e il dominio illimitato, totale e libero dell'uomo su una determinata sfera di beni materiali, dal punto di vista quantitativo non e affatto assoluta e illimitata. E limitata dagli interessi della societa per intero, gli interessi della rnaggioranza. Liberta, uguaglianza e fratellanza saranno buoni solo allora, quando saranno stati realizzati e accolti nella loro totalita.
Infine, la causa piu importante e determinante dell'insuccesso russo nella costituzione di un ordine econornico che possa essere al servizio
dell'uomo: i nostri governanti e i loro consulenti hanno profuso forze e parole per l'affermazione di un'economia di mercato, di liberalismo, democrazia, dimenticando tuttavia che la garanzia di solidita di una democrazia liberale non sono le idee, i principi astratti dell'economia, ma gli istituti polirici, con la funzione di "terza forza" di tutela del sistema. II principio della priorita degli istituti sull'economia e stato elaborato dall'economista premnio Nobel Douglas North. Gia nel 1993 North sottolineava l'importanza di questo principio rispetto alla Russia. Ma l'"inerzia del percorso" o per meglio dire la "via russa" e entrata in azione ancora una volta. Non si e prestato ascolto ai saggi consigli, non credo anzi che qualcuno li abbia sentiti. Dietro ai discorsi sull'economia di mercato con le sue numerose attrattive, gli sforzi di tutto il potere, con in testa il Presidente, sono stati finalizzati alla distruzione degli istituti politici che almeno potenzialmente avrebbero potuto rivestire, in futuro, il ruolo di "tribunale arbitrale", a garanzia del liberalismo e della democrazia.
Il Consiglio della federazione e stato di fatto liquidato. La Duma e stata mutata in un docile "Consiglio supremo alla sovietica". La procura e divenuta l'organo punitive del potere esecutivo, e la giustizia un altro organo esecutivo. Per di piu, tutti questi organismi erano gia di per se corrotti e privatizzati. Come risultato, la classe dirigente e tutta la Russia si sono assuefatte a un intero complesso di regole e istituti vecchi e nuovi, inutili e dannosi, che costa piu distruggere che conservare.
Cosi viviamo al momento. Invece di fare gli sforzi necessari per non ricadere nella tradizionale "via russa", il potere utilizza tutte le sue forze per affossare ogni nostra possibile strada.
Se disponiamo ancora di una nostra saggezza, allora questa consiste nell'individuare sul suolo russo ten-denze genorali.
Ed estrema saggezza consiste proprio nell'interpretare simili tendenze, obbedendo non ad avidi interessi immediati, rna a problemi umani, sopranazionali, forse addirittura sovrannaturali.

(Traduzione dal russo di Grazia Perugini)

<<<